martedì, Ottobre 4, 2022
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L’ambiente conta molto più di quello che crediamo nelle malattie tumorali

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In un studio pubblicato simultaneamente sulle prestigiose riviste internazionali Science of the Total Environment e Nature Scientific Data un team di scienziati dell’Università degli Studi di Bari, dell’Università Alma Mater Studiorum di Bologna, del CNR e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare hanno analizzato i legami tra mortalità per cancro, fattori socio-economici e fonti di inquinamento ambientale in Italia, a scala regionale e provinciale, utilizzando metodi basati sull’intelligenza artificiale. Per far questo si sono avvalsi di una banca dati decennale (2009-2018) sui tassi di mortalità per tumore, da loro realizzata avvalendosi dei registri ISTAT riguardante 23 macro-categorie tumorali in Italia su scala comunale, provinciale e regionale. Contrariamente alle convinzioni consolidate, i ricercatori hanno scoperto che la mortalità per cancro tra i cittadini italiani non ha una distribuzione né casuale né spazialmente ben definita, ma supera la media nazionale soprattutto quando l’inquinamento ambientale è più elevato in determinate aree del Paese, nonostante le abitudini di vita più sane. I ricercatori Nicola Amoroso, Roberto Bellotti e Alfonso Monaco dell’Università di Bari e della locale sezione dell’INFN, dal prof. Cazzolla Gatti dell’Università di Bologna, dalla dott.ssa Arianna Di Paola del CNR, dalla dott.ssa Alena Velichevskaya della TSU, hanno analizzato ben 35 fonti ambientali di inquinamento (come industrie, pesticidi, inceneritori, traffico automobilistico, etc.), evidenziando che la qualità dell’aria e la presenza di siti da bonificare sono le sorgenti di inquinamento maggiormente associate ai tassi alti di mortalità tumorali seguita da aree urbane ed acciaierie. La provincia con tasso di mortalità da tumore più alta nel decennio 2009-2018 è risultata quella di Lodi, seguita da Napoli, Bergamo, Pavia, Sondrio e Cremona tra le prime 5. La prima provincia del centro Italia è Viterbo (11° posizione), seguita da Roma (18°), mentre al sud, oltre alla provincia di Napoli al secondo posto, solo quella di Caserta (8°) rientra nelle prime 10 per mortalità da tumore. In Puglia la mortalità a scala provinciale in generale appare abbastanza in linea o sotto la media nazionale con particolari criticità per i tumori della vescica soprattutto nella provincia di Taranto e Lecce e del fegato nelle province di Bari e BAT.

“Abbiamo trovato buone, anche se preliminari, evidenze – scrivono gli autori – che un migliore stile di vita e una maggiore attenzione alle problematiche socio-economiche e sanitarie possano ridurre solo in parte il rischio di morire di cancro nell’intera popolazione, se la qualità dell’ambiente viene sottovalutata. Questo, a sua volta, potrebbe spiegare il motivo per cui abbiamo osservato che le persone che vivono nelle regioni del Nord Italia (in particolare quelle situate nella Pianura Padana fortemente industrializzata), esposte a livelli di inquinamento ambientale molto elevati, mostrano un eccesso di mortalità per cancro significativo rispetto a chi vive nelle regioni meridionali (ad eccezione di alcune località anch’esse molto inquinate, come la Terra dei Fuochi in Campania), anche se godono di una migliore salute (fumano meno e sono meno in sovrappeso), hanno reddito più elevato, maggiore consumo di alimenti di origine vegetale rispetto a quelli di origine animale e una più facile accessibilità all’assistenza sanitaria.”

Ovviamente – precisano gli autori nelle conclusioni – “il nostro studio non contesta il fatto che uno stile di vita più sano aiuti a ridurre il rischio di ammalarsi di cancro e non mette in discussione gli sforzi per comprendere le basi genetiche dei tumori”. Ma chiosano: “Tuttavia, i geni che ereditiamo e lo stile di vita che decidiamo o siamo costretti ad adottare possono essere la porta di una stazione verso la malattia o il benessere, ma la qualità dell’ambiente in cui viviamo è il treno dove trascorreremo il viaggio. Se la carrozza è inquinata, i nostri sforzi per un viaggio confortevole potrebbero essere, comunque, vani”.

Listeriosi alimentare, casi clinici segnalati in diverse regioni

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Resta alta l’attenzione del Ministero della salute a seguito dell’aumento di casi clinici di listeriosi alimentare registrati in diverse regioni italiane, dovuti alla contaminazione di alimenti da parte del batterio Listeria monocytogenes. Le verifiche, effettuate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute per fronteggiare la diffusione del batterio, hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti da una azienda agricola. La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento.

Ritiro dei prodotti alimentari da parte degli operatori

L’azienda ha avviato tutte le misure a tutela del consumatore con il ritiro dei lotti risultati positivi (1785417 e 01810919) e, in applicazione del principio di massima precauzione, di tutti quelli prodotti prima del 12 settembre 2022. Ha inoltre messo in atto una comunicazione rafforzativa di quanto già indicato sui prodotti direttamente nei punti vendita.

Al momento sono in atto ulteriori indagini anche su altre matrici e su altri tipi di prodotti che potrebbero essere correlati ai casi umani di listeriosi.

Che cos’è e dove si trova il batterio Listeria

Listeria monocytogenes, responsabile della listeriosi, è un batterio ubiquitario che può essere presente nel suolo, nell’acqua e nella vegetazione e può contaminare diversi alimenti come, latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati. La principale via di trasmissione per l’uomo è quella alimentare. Bambini e adulti sani possono essere occasionalmente infettati, ma raramente sviluppano una malattia grave a differenza di soggetti debilitati, immunodepressi e nelle donne in gravidanza in cui la malattia è più grave.

La gravità della sintomatologia varia sensibilmente in funzione della dose infettante e dello stato di salute dell’individuo colpito. Si va da forme simil-influenzali o gastroenteriche, accompagnate a volte da febbre elevata fino, nei soggetti a rischio, a forme setticemiche, meningiti o aborto.

Listeria monocytogenes resiste molto bene alle basse temperature e all’essiccamento, in alimenti conservati a temperatura di refrigerazione (4°C). È invece molto sensibile alle usuali temperature di cottura domestica degli alimenti.

Cosa fare: igiene in cucina e cottura degli alimenti

Il Ministero della Salute invita i consumatori a prestare massima attenzione alle corrette modalità di conservazione, preparazione e consumo degli alimenti, nel caso specifico dei würstel, indicate in modo preciso nell’etichetta presente sulla confezione, che normalmente comportano la cottura prima del consumo.

L’adozione di semplici regole di igiene nella manipolazione degli alimenti, anche a livello domestico, riduce infatti il rischio di contrarre la malattia.

In particolare:

  • lavarsi spesso le mani, pulire frequentemente tutte le superfici e i materiali che vengono a contatto con gli alimenti (utensili, piccoli elettrodomestici, frigorifero, strofinacci e spugnette);
  • conservare in frigorifero gli alimenti crudi, cotti e pronti al consumo in modo separato e all’interno di contenitori chiusi;
  • cuocere bene gli alimenti seguendo le indicazioni del produttore riportate in etichetta;
  • non preparare con troppo anticipo gli alimenti da consumarsi previa cottura (in caso contrario conservarli in frigo e riscaldarli prima del consumo);
  • non lasciare i cibi deperibili a temperatura ambiente e rispettare la temperatura di conservazione riportata in etichetta.

(Estate tranquilla) Carabinieri NAS: controlli estivi, 10 mila ispezioni e 40 tonnellate di alimenti sequestrati

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Con la fine dell’estate, si è concluso l’articolato piano di controllo “Estate Tranquilla 2022” sviluppato sull’intero territorio nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, finalizzato a tutelare la salute pubblica e verificare il rispetto della qualità e della sicurezza dei servizi offerti durante il periodo vacanziero e turistico.
Dal mese di giugno ad oggi, i Carabinieri dei NAS hanno effettuato 10.058 ispezioni che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 3.483 strutture (pari al 35% circa degli obiettivi controllati), a seguito delle quali sono state segnalate alle Autorità Giudiziaria e Sanitaria 3.214 operatori di settore e contestate oltre 5 mila sanzioni per un valore complessivo di oltre 3 milioni 506 mila euro.
Nel corso dei controlli sono state sequestrate 40 tonnellate di alimenti non idonei al consumo, eseguendo provvedimenti di chiusura / sospensione di 240 imprese commerciali irregolari.
Comparto alimentare e turistico
Principali obiettivi dei controlli dei Carabinieri NAS sono state le attività del settore turistico o situate in aree a preminente vocazione vacanziera come ristoranti, agriturismi, punti di ristoro delle vie di comunicazione, stabilimenti balneari, villaggi turistici, stabilimenti termali e centri benessere.
In particolare, la metà delle verifiche ha interessato il settore della ristorazione: su 4.946 locali di somministrazione ispezionati, 1.983 hanno evidenziato irregolarità (pari al 40%). Tra le violazioni più significative la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione, pietanze dichiarate come fresche sebbene preparate con prodotti congelati ed episodi di intossicazione alimentare causate dalla errata conservazione di prodotti a base di pesce, per i quali 148 gestori di esercizi di ristorazione sono stati deferiti alle competenti Procure della Repubblica. Proprio a causa di gravi situazioni emerse dagli esiti dei controlli, 150 attività tra ristoranti, pizzerie, gastronomie e take-away sono state oggetto di sospensione o chiusura.
Violazioni diffuse hanno riguardato inoltre l’inadeguatezza di cucine e depositi, la mancata applicazione delle misure di autocontrollo e igiene, la tracciabilità e l’etichettatura degli alimenti utilizzati.
Nel corso di un controllo presso un ristorante di Cagliari, è stata accertata la presenza di un deposito di alimenti seminterrato mantenuto in pessimo stato igienico e privo di autorizzazione sanitaria. All’interno sono stati rinvenuti frigoriferi e congelatori con alimenti detenuti in un contesto di abbandono igienico e con presenza di insetti nocivi (blatte). Sospeso il locale abusivo di 100 mq e sequestrati 200 kg tra pasta fresca congelata, carni, pesce, prodotti di pasticceria e
creme. In un altro intervento a Lecco, nell’area affacciata sul ramo lecchese del lago di Como, il NAS di Milano ha ispezionato un laboratorio-cucina di preparazione di pokè, piatto di ristorazione veloce particolarmente diffusa tra giovani, riscontrando gravi carenze igienico sanitarie e presenza diffusa di animali infestanti, che hanno determinato l’immediata sospensione dell’attività. Il NAS di Livorno ha individuato e chiuso un ristorante di Viareggio (LU) in pessime condizioni igienico sanitarie, con presenza di blatte ed insetti morti sul pavimento del locale cucina. Il NAS di Trento ha invece deferito il gestore di un ristorante stellato, ritenuto responsabile per l’ipotesi di reato di aver somministrato alla clientela prodotti ittici congelati, omettendo di indicarlo nei menù. Contestate, inoltre, violazioni amministrative per la detenzione di prodotti deperibili scaduti e per l’omessa notifica di locali adibiti a deposito alimenti.
La strategia di controllo dei Carabinieri NAS ha interessato anche altri ambiti di rilevante
interesse estivo, tra cui:
– le gelaterie, con 1.005 strutture controllate, delle quali 317 sanzionate e 12 chiuse, sequestrando 64 quintali di gelati non idonei al consumo;
Nel luglio 2022, il NAS di Palermo ha sequestrato 24.050 confezioni/vaschette di gelato, pari a 5.000 kg complessivi, detenute presso un’azienda di Agrigento per la successiva commercializzazione in assenza di qualsiasi indicazione attestante l’origine e provenienza.
– gli stabilimenti balneari ed i villaggi turistici, con 1.350 verifiche, in cui sono stati sanzionati 386 obiettivi (pari al 29%) e contestate 532 sanzioni per 447 mila euro di valore. In tale contesto sono state eseguite 34 chiusure / sospensione del funzionamento di strutture e relative aree di preparazione pasti a causa di gravi condizioni igienico sanitari o mancanza di autorizzazione. Tra i vari interventi, a luglio, il Nas di Viterbo ha individuato e eseguito un provvedimento di chiusura nei confronti di uno stabilimento balneare di Tarquinia (VT), risultato totalmente abusivo e privo delle condizioni minime necessarie al corretto
funzionamento;
– punti di ristoro in autostrade, porti e aeroporti, inclusi quelli presenti su traghetti e collegamenti navali. In questo ambito, sono stati operati 785 controlli, sanzionando 242 attività (pari al 31%) per violazioni sulla corretta gestione degli alimenti e carenze igieniche dei locali, con conseguente chiusura di 15 strutture per gravi irregolarità. Nel giugno 2022, è stato eseguito un provvedimento di immediata sospensione dell’attività di ristorazione e somministrazione di un bar-ristorante ubicato presso un’area di servizio stradale della provincia di Pisa. Nel corso del controllo sono emerse pessime condizioni igienico sanitarie a causa della presenza di escrementi di roditori sul pavimento del locale cucina e del magazzino e di sporco pregresso e diffuso sulle attrezzature e sulle pareti;
– i prodotti ittici, con 226 ispezioni su tutta la filiera, nel corso delle quali il 31% degli esiti ha presentato non conformità, con sanzioni nei confronti di 70 titolari di attività e chiusura di 4 pescherie. Gli interventi hanno consentito altresì di sequestrare 101 quintali di pescato e alimenti a base di pesce irregolari.
Tra le operazioni svolte, il Nas di Campobasso ha deferito 4 titolari di attività commerciali e 4 armatori di motopesca, ritenuti responsabili di aver commercializzato gamberi rosa contenenti solfiti in quantità notevolmente superiore al limite consentito, come risultato dall’esito delle analisi di laboratorio effettuate su campioni prelevati nel corso dei controlli. Anche il Nas di Cremona, a seguito di una segnalazione di un cliente di un esercizio di ristorazione in Lodi, estendeva le verifiche sulla provenienza dei prodotti ittici ispezionando il reparto pescheria del fornitore e rilevando alici esposte alla vendita con presenza di larve viventi del parassita “anisakis”.
Settore assistenziale e sociale
Oltre alle verifiche della filiera alimentare e turistica, l’azione di controllo dei Carabinieri NAS ha interessato il rispetto dei livelli di assistenza e di cura presso strutture socio-assistenziali, con intensificazione delle verifiche nel periodo estivo quando si registra un aumento della presenza di anziani nei centri di ricovero, associato ad una riduzione degli operatori in ragione della fruizione delle ferie. Sono stati 651 i controlli dedicati allo specifico settore, con 185 esiti non regolari e 14 strutture oggetto di chiusura o sospensione dell’esercizio. Le più frequenti difformità riscontrate riguardano carenze strutturali ed organizzative delle strutture ricettive, sovrannumero di anziani all’interno delle stanze, l’insufficiente erogazione delle necessarie cure assistenziali, specie per gli anziani non autosufficienti, causate dal limitato numero di operatori, peraltro anche privi di qualifica professionale. Tra i numerosi interventi, è stata disposta la cessazione dell’attività di 2 comunità alloggio per anziani da parte del Comune di Siracusa, Autorità competente, a seguito delle risultanze ispettive accertate dal personale del NAS di Ragusa che evidenziavano lo stato di abusività e l’ampliamento arbitrario della capacità ricettiva. Analogo provvedimento di chiusura è stato eseguito nei confronti di una casa di riposo di Reggio Calabria con 25 anziani ospiti, anch’essa attivata abusivamente.
L’attenzione ispettiva dei NAS è stata orientata anche verso i Servizi di Continuità Assistenziale (Guardie Mediche) e i punti di primo soccorso adibiti provvisoriamente in località ad elevata densità turistica. In tale ambito sono state ispezionate 267 strutture sanitarie rilevando anomalie in 49 di esse, oggetto di segnalazione alle ASL per l’adozione di misure di adeguamento e miglioramento dei servizi offerti e nella corretta gestione di attrezzature mediche e farmaci.

CRIF nel mese dell’educazione finanziaria: con più di 12,5 milioni di visualizzazioni, il progetto Faccio Tesoro è nel calendario ufficiale

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A tre anni dal lancio, Faccio Tesoro – il progetto multimediale di CRIF nato dalla volontà di supportare le famiglie nel miglioramento del proprio benessere finanziario – entra, anche quest’anno, nel calendario ufficiale del mese dell’educazione finanziaria (http://www.quellocheconta.gov.it/it/news-eventi/mese_educazione_finanziaria), con l’obiettivo di contribuire concretamente al miglioramento dell’alfabetizzazione delle persone che quotidianamente sono chiamate a fare scelte sempre più complesse in ambito finanziario.

L’iniziativa conta nel complesso più di 100 video – realizzati con la collaborazione di Massimo Esposti e Paolo Zucca, giornalisti esperti di economia, risparmio e investimenti – che hanno fatto registrare complessivamente oltre 12,5 milioni di visualizzazioni sul sito www.facciotesoro.it e sul canale Youtube.

Gli argomenti trattati nelle pillole di approfondimento spaziano dalla gestione dei finanziamenti per sostenere gli impegni di spesa delle famiglie al risparmio e agli investimenti, senza trascurare tematiche legate alla quotidianità, come il TFR e i fondi pensione, l’imposta di bollo e la valutazione degli immobili, la Borsa e la tassazione delle plusvalenze.

Inoltre, Faccio Tesoro pone grande attenzione anche sull’approfondimento dei pericoli digitali, con video dedicati a fenomeni quali lo smishing, il vishing, le truffe online e il cyberbullismo, per spiegare in maniera semplice e chiara aspetti che sono entrati ormai nella nostra quotidianità.

Oltre ai video, il progetto di educazione finanziaria di CRIF sta raccogliendo incoraggianti risultati anche dai numerosi podcast dedicati, con i contenuti di approfondimento più gettonati che possono essere ascoltati sulle piattaforme più note, come Spotify, Amazon, Apple e Google Podcasts.

L’alfabetizzazione finanziaria dei consumatori rappresenta un aspetto assolutamente centrale per lo sviluppo sostenibile di qualsiasi comunità e per questo motivo un’ampia circolazione di informazioni è fondamentale per favorire decisioni sempre più informate e consapevoli da parte dei cittadini – commenta Maurizio Liuti, Direttore Corporate Communication di CRIF e responsabile del progetto Faccio Tesoro –. Indubbiamente il successo dell’iniziativa Faccio Tesoro deriva dalla scelta di puntare su una modalità di veicolazione dei contenuti facilmente fruibile, con pillole video di una durata intorno ai 3 minuti, e su un linguaggio estremamente semplice e chiaro. A questo riguardo va sottolineato come questa iniziativa si fondi sulla volontà non solo di trasmettere nozioni di base ma, soprattutto, di fornire suggerimenti utili e una risposta concreta alle esigenze dei cittadini che si trovano a dover prendere decisioni importanti relativamente alla gestione del budget familiare, all’accesso al credito o alla gestione dei propri risparmi”.

L’interesse delle famiglie si focalizza sulle esigenze quotidiane

Entrando nel dettaglio dei singoli video messi a disposizione da Faccio Tesoro, quelli che hanno ottenuto in assoluto il maggior numero di visualizzazioni sono due evergreenCompriamo casa” e “4 modi +1 per comprare la prima automobile”, in entrambi i casi con quasi mezzo milione di view, a conferma di quanto casa e auto rappresentino ancora una priorità ricorrente tra i progetti di spesa delle famiglie.

Immediatamente a seguire si collocano, invece, due new entry, ovvero “Super Ecobonus: tanti vantaggi” e “Mutui green”, che con oltre 350.000 visualizzazioni ciascuno confermano il grande interesse degli italiani verso questi temi legati all’attualità.

A conferma delle preoccupazioni che agitano gli italiani in questa delicata fase, al 5° posto nella classifica dei video più gettonati si colloca “Il sovraindebitamento: come prevenirlo”: se è vero che la sostenibilità degli impegni finanziari delle famiglie si mantiene elevata, con il tasso di default stabile all’1,1%, evidentemente è molto sentita l’esigenza di tenere sotto controllo l’esposizione complessiva per evitare di trovarsi in difficoltà.

Nel complesso, le due macrocategorie di video che hanno riscosso maggior successo da parte del pubblico sono proprio la gestione del budget familiare e il credito, che con un set di approfondimenti particolarmente articolato supera i 5 milioni di visualizzazioni, mentre le pillole dedicate a casa e mutuo sfiorano complessivamente i 3 milioni di views.

Fra gli argomenti che nell’ultimo anno hanno suscitato una particolare attenzione vanno segnalati i pagamenti digitali, a conferma della crescente propensione degli italiani verso forme di pagamento alternative al contante, e quelli dedicati ai criteri ESG (Environmental, Social and Governance) in virtù della crescita di consapevolezza riguardo gli impatti ambientali e sociali derivanti dalle proprie scelte.

Il profilo degli utenti

Quando è stato concepito, il progetto Faccio Tesoro si proponeva di intercettare primariamente l’interesse dei giovani capi famiglia, con un focus primario sui consumatori di età compresa tra i 30 e i 45 anni. L’analisi degli utenti che hanno fruito del video in questi 3 anni ha però portato non poche sorprese.

Nello specifico, a fruire dei consigli di Faccio Tesoro sono stati soprattutto i giovani, con la fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni a farla da padrona con il 21,4% delle visualizzazioni totali, seguita subito dopo dalla fascia tra i 35 e i 44 anni, con il 21,2%.

Va però segnalato come gli over 55, che si pensava potessero essere potenzialmente meno in target rispetto alla fruizione di contenuti video, rappresentino complessivamente il 31,6% del totale.

Fonte: Faccio Tesoro – CRIF

Per quanto riguarda il genere, quasi il 60% degli utenti sono uomini, ma la quota del pubblico femminile è in costante crescita, a conferma dell’interesse verso queste tematiche da parte di una fascia di popolazione che sempre più frequentemente è coinvolta attivamente nella pianificazione e nella gestione delle risorse familiari.

In questa fase di perdurante incertezza, pesantemente condizionata dall’emergenza sanitaria ed economica, è più che mai importante mantenere alta l’attenzione e il livello di informazione sul tema dell’educazione finanziaria per aiutare concretamente le famiglie a pianificare in modo consapevole i propri impegni di spesa e a prendere decisioni importanti in ambito finanziario, comprendendo meglio i rischi e le opportunità e riducendo lo stress che un insufficiente livello di informazione spesso determina.” – conclude Liuti.

Novità TikTok, arriva il tasto ‘non mi piace’

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(ANSA) Arriva su Tiktok il tasto “non mi piace” per esprimere il proprio dissenso nei confronti di un commento. Una novità che mira a non creare discussioni o malumori sulla piattaforma, nascondendo il numero totale alla vista degli iscritti.

“Abbiamo creato un nuovo modo per ascoltare il feedback direttamente dalla nostra community. Ciò ci consente di identificare meglio i commenti irrilevanti o inappropriati, per promuovere interazioni autentiche” afferma TikTok.

L’app aveva iniziato a testare il pulsante ad aprile, prima di un lancio globale nelle ultime ore. Oltre a non essere pubblicamente visibile, il clic sul pulsante non invierà una notifica ai creatori di contenuti ma servirà principalmente ai moderatori per capire se un commento sta rispettando le linee guida dell’app, come nei casi di incitamento all’odio, spam e trolling. Il tasto “non mi piace” non sostituisce comunque le modalità standard per la segnalazione di post o commenti inopportuni, che ledono le regole di comportamento di TikTok.

Con il lancio, l’app sviluppata dalla cinese ByteDance si unisce a diverse altre piattaforme digitali che hanno sperimentato una sorta di “non mi piace” sui loro canali. Ad esempio, YouTube offre un pulsante “like” per i commenti, ma il conteggio dei non mi piace è privato. Reddit ha scelto una strada più trasparente, con i conteggi totali per voti positivi e negativi che sono pubblici. A febbraio, Twitter ha avviato il test per la freccia che punta in basso, disponibile solo per le risposte e non per i post, con il totale che resta nascosto agli utenti. TikTok ha pensato al pollice verso già da tempo. L’esperto di social media, Matt Navarra, lo aveva individuato per la prima volta nel marzo del 2020

“Ensamble – Un artista e un libro di Comunità per un futuro solidale”: venerdì 30 settembre alle 17.30 presso l’auditorium della biblioteca provinciale “La Magna Capitana”

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“Ensamble  – Un artista e un libro di Comunità per un futuro solidale” è la manifestazione che si terrà venerdì 30 settembre alle 17.30 presso l’auditorium della biblioteca “La Magna Capitana” di Foggia. Sarà presentato il libro “La scuola che c’è” di Pia Colabella e Sara D’Adderio, l’una direttrice uscente dell’istituto scolastico Assori onlus (Fondazione per la promozione socio-culturale sportivo dilettantistica e la riabilitazione dell’handicappato) e l’altra entrante, e saranno presentate alcune opere pittoriche di Marco Mastrangelo.

“Il progetto regionale “Ensamble  – Artisti di Comunità” approvato dal Bando di Puglia Capitale Sociale 3.0 Linea A – spiega Pia Colabella – , diventa l’occasione per diffondere sul territorio la preziosità di un testo che è il risultato di due vite che si sono messe in gioco per indicare strategie vincenti  per l’inclusione scolastica di ogni bambino e bambina, al di là di certificazioni cliniche che invece rischiano di non dare luce a persone alla ricerca di una “normalità” scandita da ritmi quotidiani di affettività solidale. La disabilità non è vista più come qualcosa che va sostenuta con competenze professionali, ma come opportunità per una società più solidale che basa le sue radici su sane relazioni tra artisti in erba ed educatori professionisti, formati al senso dell’empatia per orizzonti di vita variegati e possibili”.

Marco Mastrangelo, down di 47 anni è un individuo felice e consapevole del suo essere, ed è il risultato di una serie di sinergie che hanno dato vita a tante esperienze significative. Tra queste, la nascita stessa dell’istituto scolastico Assori onlus, Ente Morale riconosciuto dalla Regione Puglia (Decreto n. 29 del 12-2-87)  e che opera nel campo dell’handicap da 41 anni (dal 1981) per favorire l’integrazione sociale dei soggetti in difficoltà. L’Assori infatti, aperta a tutti e non riservata esclusivamente alle persone con disabilità, è nata dall’esigenza di realizzare in modo sostanziale e concreto la cultura dell’integrazione e dell’handicap. E di scoprire, attraverso la sperimentazione di varie arti, i “talenti” innati di ogni alunno, normodotato o diversamente abile. E di valorizzarli. Nel corso dell’incontro saranno presentati alcuni quadri di Marco Mastrangelo.

“Con i suoi quadri ci indica la bellezza della relazione, dello scambio, che rende fecondo ogni incontro – sottolinea Pia Colabella che è anche la madre di Marco – e apre scenari sempre nuovi per l’allestimento e la messa in scena, anche cinematografica, di situazioni collaborative tra i ragazzi dell’Einaudi di Foggia, gli alunni della classe quinta dell’istituto Scolastico Assori onlus  e i “ragazzi  speciali” del settore formazione professionale, foriere di rappresentazioni creative ed artistiche”.

Il libro che sarà presentato unitamente agli ultimi lavori artistici di Marco Mastrangelo, diventerà lo strumento didattico e pedagogico per documentare l’efficacia di un intervento pioneristico sul territorio, che dà valore all’arte nella sua molteplicità: richiede, inoltre, educatori competenti, capaci di allinearsi sul traguardo comune di dare voce a chi finora è rimasto inascoltato ma vuole esserci sul palcoscenico del mondo. Nel contempo, nel volume si riconosce la bellezza di una progettualità solidale capace di dare vita in tutti ragazzi ad una cittadinanza consapevole, eticamente responsabile e attiva nel promuovere cambiamenti possibili.

“Il libro è nato da un’osmosi umana – racconta Colabella -: due persone che in venti anni di frequentazioni, concertazioni  e condivisioni, hanno dato vita ad una relazione feconda di prossimità solidale”.

Pia Colabella, madre di Marco Mastrangelo, cofondatrice con il marito Costanzo Mastrangelo della Fondazione Assori onlus, dirigente in uscita dell’istituto scolastico Assori, ha sempre creduto nella scuola come pianeta culturale che educa alla diversità, all’etica della responsabilità personale e all’importanza di un contatto complice capace di alimentare curiosità, interessi e desideri.

Sara D’Adderio, educatrice e dirigente in entrata dell’Istituto scolastico Assori, ha dato voce alla sua interiorità e ha arricchito il suo sguardo di quella magia capace di cogliere i bisogni, i disagi e gli interrogativi inespressi di tante bambine e tanti bambini, idonea quindi a continuare una mission nata dall’elaborazione di un dolore personale, feconda di progetti che da oltre 40 anni hanno indicato la strada innovativa di un’inclusione possibile solo se sane relazioni si mettono in gioco e danno vita a nuovi ponti di comunicazione per una società solidale.

Aprirà i lavori Antonio Nigri, commissario della Asl di Foggia. Porgeranno i loro saluti  Gabriella Berardi, direttrice della biblioteca “La Magna Capitana”, Maria Aida Episcopo, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale (USP) di Foggia,  Nicola Gatta, presidente dell’Amministrazione provinciale di Foggia, Giusi Antonia Toto, docente di Pedagogia Speciale all’Università degli Studi di Foggia.

Relazioneranno Pia Colabella e Sara D’Adderio. A moderare l’incontro sarà Costanzo Mastrangelo.

Cerignola, nuovo atto intimidatorio ai danni di operatore sanitario dell’ospedale “Tatarella”, Giorgione (UIL FPL FOGGIA): “Ora basta!”

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Nuova denuncia da parte del segretario generale Uil Fpl Foggia, Gino Giorgione

”Nonostante gli appelli e le sollecitazioni, tutto continua come nulla fosse. Ora basta, gli operatori sanitari di Cerignola necessitano di più attenzione da parte delle istituzioni!”
A dichiararlo, Gino Giorgione, Segretario Generale UIL FPL FOGGIA, sul nuovo ennesimo atto vandalico ai danni di un operatore sanitario dell’Ospedale “Tatarella” di Cerignola.
”Siamo pronti anche ad un’azione di protesta pubblica per garantire la sicurezza di chi, quotidianamente, lavora per la salute dei cittadini di Capitanata”, conclude Giorgione.

Cerignola: Rinnovata la “concessione degli impianti sportivi” alle associazioni sportive locali

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Lo sport come funzione sociale e la corresponsabilità delle associazioni nella gestione degli spazi pubblici.

Questo è il messaggio lanciato dell’assessore alla Cultura e allo Sport del comune di Cerignola , Rossella Bruno all’indomani della rinnovata concessione dell’utilizzo a “titolo gratuito” degli “impianti sportivi” comunali . Di seguito il post:

“Ringrazio sinceramente tutte le associazioni sportive che, nella giornata di ieri, presso l’Assessorato allo sport, hanno condiviso la rinnovata “Concessione degli impianti sportivi”, fornendo il loro fattivo contributo, oltre che spunti ed osservazioni migliorative. Con i consiglieri Matteo Conversano, Vincenzo Sforza e Francesco Sorbo stiamo cercando di lanciare un messaggio forte e chiaro che poggia su due pilastri: funzione sociale dello sport e corresponsabilità nella gestione degli spazi pubblici.

L’Ente Comune, pertanto, rinuncia a chiedere una qualsiasi forma di canone alle predette società, le quali s’impegneranno esclusivamente alla manutenzione ordinaria e alla pulizia degli impianti, senza ulteriori oneri.

Allo stesso tempo, le associazioni sportive si sono impegnate a calmierare le quote d’iscrizione, consentendo così alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi di fare attività sportiva senza gravare ulteriormente su bilanci famigliari, già fortemente messi in discussione dalla contingenza economica–sociale che stiamo vivendo.

Capite bene che si tratta di un passaggio nuovo rispetto al recente passato e che richiede l’impegno e la responsabilità di tutti. Ma la politica questo fa: sceglie una direzione e abbraccia un’ambizione. Insieme siamo più forti”

Garante privacy: ok alla riforma del processo penale. Suggerite tutele per la maggiore riservatezza degli atti giudiziari e nuove forme di diritto all’”oblio”

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo per la riforma del processo penale (riforma “Cartabia”). Sono però state suggerite maggiori garanzie per i dati degli imputati, degli indagati e di tutte le altre persone coinvolte nei procedimenti penali.

Il testo del decreto propone molte innovazioni che hanno un impatto rilevante sul trattamento dei dati personali: ad esempio in tema di formazione, deposito, notificazione e comunicazione degli atti, oppure in materia di registrazioni audiovisive e partecipazione a distanza ad alcuni atti del procedimento o all’udienza. Rilevanti sono anche le implicazioni sulla privacy della disciplina della giustizia riparativa, che tra l’altro assegna un ruolo centrale al rispetto dei doveri di riservatezza nell’attività di mediazione.

Nell’esprimere il parere, l’Autorità ha comunque suggerito al Governo di adottare ulteriori tutele nel trattamento di dati particolarmente delicati, come quelli giudiziari. Il Garante ritiene opportuno rafforzare la sicurezza e l’affidabilità dei collegamenti telematici previsti per la partecipazione a distanza alle udienze o alla formazione degli atti giudiziari.

Particolare attenzione dovrà essere posta sulle forme di notificazione di atti mediante pubblici annunci su internet, sottraendole all’indicizzazione da parte dei motori di ricerca e precisando il termine massimo di permanenza online. Il Garante ha inoltre rappresentato l’opportunità che anche le disposizioni attuative previste dal decreto legislativo siano sottoposte alla sua attenzione, al fine di conformarne pienamente il contenuto alla disciplina di protezione dati.

L’Autorità ha infine proposto di introdurre più incisive tutele per le persone destinatarie di provvedimenti di archiviazione o proscioglimento, definendo due nuove forme di “oblio”, peraltro in linea con il principio costituzionale della presunzione di innocenza. Una prima forma di “oblio” dovrebbe garantire la deindicizzazione preventiva dei provvedimenti giudiziari in modo da sottrarre il nome di indagati e imputati alle ricerche condotte tramite motori generalisti; una seconda forma dovrebbe intervenire, invece, nella fase successiva consentendo ai soggetti coinvolti di richiedere la sottrazione all’indicizzazione, ex post, dei propri dati contenuti nel provvedimento.

Boom di dati personali rubati sul Dark Web: +44,1% in Italia

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Le attività degli hacker stanno continuando con grande intensità nel 2022. Il numero di account che hanno visto compromesse le proprie credenziali è significativamente aumentato, in combinazione con altri dati utilizzati da hacker e frodatori. Ad evidenziarlo, è il rapporto dell’ Osservatorio Cyber di Crif. In Italia il numero di alert relativi a dati rilevati sul dark web è stato di oltre 780.000 nella prima metà del 2022, con un aumento del +44,1% rispetto al semestre precedente, mentre gli alert relativi all’open web sono stati oltre 70.000, in calo del -4,9% rispetto alla seconda parte del 2021.

Queste sono alcune delle evidenze emerse da Crif, che mira ad analizzare la vulnerabilità delle persone e delle aziende agli attacchi cyber e interpretare i trend principali che riguardano i dati scambiati in ambienti Open Web e Dark Web, la tipologia di informazioni, gli ambiti in cui si concentra il traffico di dati e i paesi maggiormente esposti.

Secondo quanto dichiara l’Osservatorio di Crif, le credenziali rubate possono essere utilizzate per diversi scopi, ad esempio per entrare negli account delle vittime, utilizzare servizi in modo abusivo, inviare email con richieste di denaro o link di phishing, inviare malware o ransomware, allo scopo di estorcere o rubare denaro.

Inoltre, i dati personali degli utenti italiani che prevalentemente circolano sul dark web sono principalmente le credenziali email, in secondo luogo il numero di telefono, mentre al terzo posto si colloca il dominio email: questi preziosi dati potrebbero essere utilizzati per cercare di compiere truffe, ad esempio attraverso phishing o smishing. Inoltre, da segnalare come l’indirizzo stia diventando un dato personale particolarmente appetibile perché consente di completare il profilo della vittima e geolocalizzarlo. A questo riguardo, nel primo semestre del 2022 l’indirizzo postale completo è stato trovato in combinazione con un numero di telefono nel 70% dei casi.

Le password restano tra le informazioni riservate che maggiormente circolano in modo indebito: spesso si tratta di combinazioni di numeri e lettere poco articolate (ai primi tre posti della top 10 si collocano la sequenza “123456”, seguita da “123456789” e “password”). In Italia tra le password più comuni rintracciate sul dark web troviamo nomi propri come “andrea”, “francesco” e “alessandro”, e nomi di squadre di calcio come “juventus” e “napoli”. Nel primo semestre 2022 però, nella lista delle password più comuni compaiono anche “iloveyou” e “secret”. Tutti questi codici possono essere hackerati in un tempo limitatissimo.

Scorrendo la classifica dei paesi maggiormente soggetti a scambio di dati di carte di credito compaiono in testa ancora una volta Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Brasile e Canada.

La Russia, nello specifico, sale di 9 posizioni rispetto al secondo semestre 2021, mentre ancora più evidente è la situazione dell’Ucraina, che nella precedente rilevazione si trovava in 92^ posizione, mentre ora entra nella top 20. L’Italia, invece, occupa il 14° posto assoluto della graduatoria.

Fonte Federprivacy

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